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    January 11

    Neri Marcorè interpreta il signor G

    L'ho scoperto a "L'ottavo nano", ridendo fino alle lacrime per la sua imitazione di Alberto Angela (mitico quello sketch in cui, all'interno di un furgone per traslochi, descriveva i mobili come se fossero appartenuti ad antichi romani), di Maurizio Gasparri e per la sua rivisitazione degli antichi sceneggiati.
    L'ho seguito alla Gialappa's Band, in cui imitava, perfettamente, Sandro Piccinini con le forcine nei capelli.
    L'ho apprezzato alla conduzione di "Per un pugno di libri", quando si è sostituito a Patrizio Roversi.
    Mi ha commossa in "Il cuore altrove", dove interpretava Nello nella sua appassionante scoperta dell'amore.
    Ho sorriso guardandolo in "Ravanello Pallido", calato nei panni del cornuto e mazziato.
    Mi ha sorpreso nel ruolo di Gaetano nel film "Se devo essere sincera", dove, finalmente comincia a fare il latin lover.
    Di sfuggita l'ho ammirato nell'interpretazione di un ragazzo autistico in "E poi c'è Filippo".
    Sono rimasta di stucco a vederlo Papa, nella mini serie "Papa Luciani - Il sorriso di Dio"
    Ogni tanto lo spio in "Parla con Me", memorabile l'intervista doppia Fassino Gasparri.
    Mi fa proprio ridere in "Tutti Pazzi per Amore", dove si conferma uno sciupa femmine incallito.
     
    Poi l'ho visto a teatro in "Un Certo Signor G".
     
    Ero già preparata, sapevo che avrei apprezzato, che sarei stata d'accordo, che avrei riso, che sarei stata soddisfatta ...
    Ma la serata ha, senza dubbio, superato le mie aspettative.
    In scena, praticamente da solo se non fosse stato per le due pianiste, per due ore, in un melange di recitazione e canto (senza privarci di qualche pezzo con la chitarra). Zompettava con naturalezza tra le parole di Gaber, scritte 40 anni fa ma più che mai attuali, dipingendo un'Italia e un'umanità che ancora è com'era.
    Infiltrando qualche precisazione più attuale, cercando di richiamare Gaber nell'uso delle mani, caricando l'interpretazione soprattutto negli sketch "amaramente divertenti" e strappandoci interminabili risate nella parodia del rapporto uomo donna, si è meritato una lunga serie di applausi che lo hanno portato a fare 3 bis e mezzo...giurando (ma su questo credo poco) che raramente era arrivato fino a questo punto.
     
    Inutile descrivere con molte parole, per quanto questo scritto possa tratteggiare lo spettacolo non ne sarà mai una copia fedele delle sensazioni.
    Vi posso assicurare che è stato emozionante. Non solo perchè è un personaggio che ammiro molto, poliedrico, one man show ed eclettico ma, soprattutto, perchè ha saputo calarsi in questi testi non facili - e di un così illustre padre - riuscendo a creare una certa empatia (nel senso più antico del termine). Probabilmente perchè ha parlato di noi, noi persone, noi italiani, noi cittadini e, mai come in questo momento, ci si sente tutti parte di un unico destino.
    Ha recitato un testo, ma è pur vero che ho sentito mie tutte le allusioni ad un certo grado di malumore e di mancata fiducia nella classe politica,
     
    È nata così la “Democrazia rappresentativa” che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: “Lei non sa chi sono io!”. Questo è il potere del popolo.
    Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Il referendum, per esempio, è una pratica di “Democrazia diretta”… non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di Valico Barberino-Roncobilaccio, ha effettivamente qualche difficoltà. Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo “Sì” se vuol dire no, e “No” se vuol dire sì.
     
    sugli atteggiamenti che abbiamo: stiamo bene così ma se c'è qualcuno che ha anche solo un pelo più di noi veniamo risucchiati nel vortice dell'invidia, insofferenza e, alla fine, omologazione.
     
    Signor G: "Io non ho niente."
    Pianiste: "Io non ho niente."
    Voce esterna "Io ho un pelo!"
    Signor G:
    "Eh già, lui ha un pelo. Chissà poi cosa se ne fa di un pelo. Lui ha un pelo, e io non ho niente...
    Però bisogna ammettere che un pelo... è un pelo. E c’è chi ce l’ha, e c’è chi non ce l’ha... io per esempio non ce l’ho... che a pensarci bene un pelo mi sarebbe anche utile! Eh sì, oggi come oggi uno che non ha un pelo... Bisogna che me lo procuri. Sì, io devo avere un pelo! Uhaaaa!!!
    Io ho un pelo!"
    Pianiste: "Io ho un pelo."
    Voce esterna: "Io ho dieci peli!"
    E sul mercato dell'informazione
     
    E c’è un gusto morboso del mestiere d’informare,
    uno sfoggio di pensieri senza mai l’ombra di un dolore
    e le miserie umane raccontate come film gialli
    sono tragedie oscene che soddisfano la fame
    di questi avidi sciacalli.
    Inviati speciali testimoniano gli eventi
    con audaci primi piani, inquadrature emozionanti
    di persone disperate che stanno per impazzire,
    di bambini denutriti così ben fotografati
    messi in posa per morire.
    Sarà una coincidenza oppure opportunismo
    intervenire se conviene forse una regola del giornalismo
    e quando hanno scoperto i politici corrotti
    che gran polverone, lo sapevate da sempre
    ma siete stati belli zitti.

    Lo spettacolo è stato scritto negli anni '70, non so se essere più rassegnata o triste al pensiero che molte cose non sono cambiate.
    In ogni caso "La libertà è partecipazione", per cui sono sollevata che ci si possa ancora ridereci sopra.
    Auguro lunga vita a questo spettacolo, se andrà ancora in scena vorrà dire che rimarremmo sfiduciati ma almeno la situazione non sarà perggiorata.
     
     
    November 18

    cultural time

    Ieri è stata una giornata all'insegna del culturale:
    alle 11.00 ho assistito all'inaugurazione di un'esposizione di quadri di Giuseppe Zigaina...non hanno parlato di quadri, però c'è stata la lettura di un testo (di Pasolini credo) con sottofondo musicale e con un artista che realizzava disegni sulla sabbia, guidato dalla musica.
    Lì ho visto la Pellizzari e la Krivec, con una sua amica che si è complimentata moltissimo per la mia tesina su Mario...fanno sempre piacere i comlimenti.
     
    alle 21.00 sono andata a vedere con Andrea, Giovanni, Paolo e Silvia lo spettacolo: "Le indemoniate - la soglia", diretto ed interpretato da Massimo Somaglino, fratello di un collega di Andrea.
    Devo dire che lo spettacolo mi è piaciuto tantissimo: non era solo la raffigurazione dell'eterna lotta tra scienza e religione, si insinuava anche la credenza popolare, l'ignoranza (nessuno dei paesani sapeva come dire: Esorcismo, e lo chiamavano in molti modi diversi: Esorcizzo, Esorcisto...), la forza delle donne (le vere protagoniste) che, costrette a vivere per 6 mesi all'anno senza mariti, dovevano avere il coraggio di mandare avanti la casa, i campi e tutte le attività ("lo credo che diventano isteriche" commenta il medico di Udine).
    Bellissima è anche la figura del parroco, divisa tra il suo Credo personale e i divieti del podestà, del vescovo, che per non acuire la frattura Chiesa Stato impedivano le forme di devozione più popolare (processioni, pianti rituali...)
    Alla fine le ragazze indemoniate sono state internate nei manicomi, usate anche come "Cavie" per i primi tentativi di operazioni mediche agli organi femminili.
     
       CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP CLAP
     
    October 13

    one woman show

    Si, a guardarla muoversi sul palcoscenico mi veniva in mente questa frase: One woman show.
    Lei è Mariangela Melato, di cui io non sapevo niente prima di ieri sera alle 20.45. Lo spettacolo è tutto incentrato su di lei. Affronta gli argomenti importanti della sua vita come i genitori, gli uomini, il teatro, la solitudine...per poi giungere ad una conclusione: lei non fa l'attrice, lei è un'attrice. Che è ben diverso. Lei vive sul palcoscenico, la giornata si svolge in funzione delle 2h che passa sulla ribalta. Questo le da vita, perchè può permettersi di rifugiarsi in un mondo di fantasia, discostato da quello reale.
    E quando finalmente si stravacca sulla poltrona di casa "le casalinghe disperate si affacciano dallo schermo, mi guardano e prendono appunti", con la coperta, la felpona, la crema antirughe che le cola dappertutto "che a me non fa più niente, ma alla felpa si", che mangia scatolette e si riposa.
    Tutto questo passando da momenti di recitazione intensa,a  momenti di cabaret, canti e balli (aiutata da 6 ballerini ed il pianista).
    Insomma, una grande attrice che può permettersi di fare spettacolo solo raccontandosi.
    Credo che sia una bella soddisfazione.
     
    Poi ho scoperto che il teatro è bellissimo.
    Non ho per niente esperienza, anzi, prima del 4 ottobre non ci ero mai andata per mia volontà personale. Fin ora ho visto solo due spettacoli, ma, finalmente, capisco cosa intendono tutti quelli che ci vanno, quando parlano di "magia".
    E' veramente insuperabile la possibilità di avere un feeling così diretto con gli attori, tu li vedi, si mettono a nudo, guardi se sbagliano, non possono tagliare la scena se viene male. Quando li applaudi, non applaudi ad uno schermo piatto, ma a persone in carne ed ossa che, commosse, ti guardano e ringraziano. Anche se hanno sentito mille battimani, nessuno è come quello che fai tu, non si ripeterà e non è assicurato e, con quello sguardo, con quel "Grazie", ringrazziano proprio te, che li hai ascoltati, visti e apprezzati per tutto lo spettacolo. Ti viene spontaneo protenderti, spingerti fino all'orlo della sedia, toccare con le ginocchia lo schienale davanti, per essere più vicino a loro e fare in modo che sentano il tuo apprezzamento, la tua ammirazione.
    Mi piace moltissimo il cinema, i film...ma devo ammettere che una sensazione come quella che provo a teatro non l'ho mai sentita.
    Grazie Antonella che mi hai dato l'input di provare!
     
    PS lo spettacolo si chiama: "Sola me ne vo'"
    October 05

    Pericle

    Ho accettato di accompagnare Antonella a vedere lo spettacolo teatrale: Pericle (cliccateci sopra)
    Ero piuttosto emozionata perchè, a parte gli spettacoli che ho visto con la classe alle superiori, non sono mai andata a teatro di sera. Inoltre ero carica di curiosità perchè questo spettacolo ha vinto il premio "Leone d'oro del futuro" alla biennale di Venezia.
     
    Insomma, dopo una giornata piuttosto pesante, iniziata alle 10.00 con storia dell'arte contemporanea, finita davanti ad un computer per il lavoro di gruppo di Crisci alle 18.00, alle 20.30 io e Anto ci siamo dirette al Palamostre.
    I nostri posti erano ottimi, ma il teatro è talmente piccolo che se andavamo più vicine al palco, ci sarebbero arrivati tutti gli sputi degli attori.
     
    La storia è una rivisitazione del Pericle di Shakespeare, solo che era in 4 lingue, essendo la compagnia composta da Italiani, Portoghesi, Francesi e Spagnoli: non sono riuscita a capire tutti i dialoghi, ma le immagini erano abbastanza eloquenti... come continuavo a dire ad Anto: Ho visto più peni stasera che in tutta la mia vita!
    Perchè tutti i maschi della compagnia, chi prima chi dopo, si sono spogliati integralmente...sette giovani virgulti, nudi.
    Delle cinque ragazze, solo una si è spogliata integralmente, le altre si sono limitate a rimanere in mutande.
     
    Se non altro, apparte la bravura degli attori (specialmente quelli portoghesi, anche se hanno una lingua con un suono orribile che mi faceva pensare agli uomini di neandertal), è stata una rappresentazione dalle immagini molto forti.
    Ricorrevano moltissimo all'uso di lenzuoli, per lo più bianchi, all'uso di cappelli e in granparte delle scene usavano un tavolo come strumento principale, che si trasformava ora in una barca, ora in una tomba, ora nella strada, ora in palco.
     
    Alla fine della rappresentazione abbiamo anche parlato con la compagnia, uno di loro si era fatto male durante lo spettacolo ed è volato all'ospedale. Anto ha salutato il coprotagonista Daniele, veniva a prendere il gelato da lei, e poi siamo andate al Bire.
     
    Checchè tu ne dica, il succo fitness tropical è buono e non sa di marjuana come tu sostieni!
     
    Buona notte, a domani...altra giornata pesante...uff
     
    Che donna coraggio, no Ele?