Debora's profileECCO COME VEDO LE COSEPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
July 29 il ventoHo rivalutato la magia dell'elemento vento.
Prima non mi attraeva, preferivo decisamente il fuoco, prima di tutto, poi l'acqua (quando non piove dal cielo), aria e vento erano relegati,a parimerito, nelle ultime posizioni. Ma dopo aver navigato in mare aperto, con molto moltissimo vento e mare tutto intorno, ho cambiato idea.
Per spiegarvi, è il caso che vi dica che siamo stati invitati da marco popez nel suo casone maranese a mangiare pesce in occasione del suo compleanno. Per raggiungere il casone, naturalmente, ci siamo spostati con la barca. Una traversata molto comoda e mi sentivo una diva del cinema. A proposito di paragoni con il cinema, molto spesso mi tornava in mente "Deserto Rosso", soprattutto all'interno del casone.
Abbiamo mangiato moltissimo, in un'atmosfera quasi rustica, circondati da acqua e nutrie, sotto un pergolato a fianco al casone.
Non ho potuto fare a meno di pensare, però, che quello che per noi è uno spazio nuovo, occasione di incontro, ben organizzato e pulito, in passato doveva essere molto desolante, accogliendo i pescatori per tutta la settimana prima di ritornare a casa dalla famiglia.
Ora l'aspetto è del tutto diverso, di una natura valutata per la sua bellezza e peculiarità.
Tornando indietro, abbiamo fatto una piccola deviazione, dirigendoci verso mare aperto appena oltre lignano ed è li che ho sentito la magia. La forza della natura (le letture su Friederich mi stanno un po' influenzando). a tratti mi sentivo minuscola, quando la barca impattava sulle onde che ci facevano sobbalzare, incuranti di noi a bordo. a tratti mi sentivo come l'ammiraglio nelson, pardone della forza dell'acqua, capace di volgerla a suo vantaggio contro Napoleone.
Decisamente un'esperienza da rifare.
July 23 grrrrrAltro intervento per oggi....così proprio non va. Io non voglio più che il governo che sta a capo del nostro paese mantenga il suo posto.
Non voglio essere governata da gente che non può essere condannata durante i 5 anni di carica (mi auguro che duri di meno, già è abbastanza).
Io non voglio essere rappresentata da un ministro, seppur senza portafoglio, fa il dito mendio durante l'Inno di Mameli; se A=B=C:
Bossi ha fato il dito durante l'Inno d'Italia
L'inno d'Italia rappresenta la nostra Repubblica
Bossi ha fatto il dito alla Repubblica di cui lui è Ministro.
Mi chiedo come mai non si sia dimesso con la coda tra le gambe. Mi chiedo come nessuno dei suoi lo abbia ripreso. Mi chiedo come sia possibile che passi inosservato come la bravata di un ragazzino.
Non voglio dire qualcosa di scontato, di relativo, di banale, ma se fossimo in un altro paese sarebbe bastato molto meno per far saltare questa maledetta poltrona.
????????????????allibita da questo testo????????????????Cerco qualcuno che possa spiegarmi come sia possibile che un testo del genere compaia tra le stazioni radio. Mi sto riferendo ad una canzone dei Negroamaro che si chiama "Via le mani dagli occhi". Dire che non ha senso non è esatto, un senso ce l'ha ed è anche molto chiaro: lei va via. In effetti, però, è l'unica cosa che viene cantata. Al di là di altre frasi prive di una sintassi chiara, il concetto chiave viene ripetuto 8 volte. Il resto del fraseggio è una somma di parole messe lì, tipo: "Via le mani dagli occhi, che senso ha se poi ti tocchi i pensieri lontani ..." o un'altra chicca:"ma da quando in qua no,non sei più mia,tu sola che hai leccato tutte le ferite". Eccolo qua, esaminatelo voi:
Sii vai via,senza di me,
tu vai via,non puoi aspettare tanto tempo inutile, e cosi tu vai sola via, sii che vai via,ma che freddo fa se tu vai via, non vuoi aspettare neanche il tempo utile, perchè da me lo so si va soltanto Via,via le mani dagli occhi,che senso ha se poi ti tocchi i pensieri ancora lontani,lontani,lontani,lontani Strana magia in un istante, tu vai via,non vuoi leccarmi tutte le ferite, è cosi che tu vai via, ma da quando in qua no,non sei più mia,tu sola che hai leccato tutte le ferite, lo sai da me tu non puoi proprio andare Via,via le mani dagli occhi,che senso ha se poi ti tocchi i pensieri ancora lontani e vai via,via le mani dagli occhi che senso se poi mi blocchi le mani e rimandi a domani,domani,domani,domani domani e per sempre domani, domani e per sempre rimani, ma ora toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,amore toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,Toccami le mani,e vai Via,via le mani via gli occhi,che senso ha se poi ti tocchi i pensieri ancora lontani e vai via,via le mani via gli occhi che senso ha se poi mi blocchi la mani e rimandi a domani,domani,domani,domani,domani,domani,domani,domani…. Ti prego Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani, Toccami le mani,Toccale! July 21 quella volta al Peggy GuggenheimVenezia è sempre venezia ... non propriamente uno splendore. Camminare per le sue strade trette, i vicoletti nascosti, la vicinanza dell'acqua palustre, gli odori caratteristici, la gente, l'umidità...va presa a piccole dosi. In ogni caso, i suoi interni nascondono delle meraviglie, come l'ultima che ho visto sabato: il museo Peggy Guggenheim.
Credo che sia, insieme alla galleria borghese di Roma, il museo più soddisfacente fin'ora da me visto. Sicuramente il meglio organizzato: tutti i ragazzi che ci lavorano sono gentilissimi e sorridentissimi, qualità assai rara ultimamente, ho notato. Poi visto che oltre all'esposizione permanente c'è anche una mostra temporanea, la guida a COMING OF AGE. Arte americana dal 1850 al 1950 è scarcabile con bluetooth
Io ed Elena, dopo un'ora di peregrinazioni per trovare il posto, siamo arrivate abbiamo pagato i nostri 5 € + l'audioguida naturalmente, per la moderna siamo autonome, ma per la contemporanea ancora no! Un'altra nota positiva è che, nell'audioguida appunto, metà delle spiegazioni sono state date dal direttore del museo, il che mi ha fatto sentire accolta.
Come esprimere la sensazione provata quando, entrando nella sala grande ero circondata da: Picasso, Ernst, Dalì, Magritte, Mirò...per poi continuare in una stanza di solo Pollok (quella che era la stanza degli ospiti) e poi Braque, Brancusi, Mondiran, ancora Mirò. Interessante è stata anche la collezione Mattioli, con quadri di futuristi italiani: Carrà, Boccioni, Balla, Marinetti.
La cosa più sconvolgene è che Peggy quei quadri li aveva in casa: è possibile guardare le foto che la immortalano seduta ad un divano con, alle spalle, un Picasso, un Delevaux e tutti gli altri. La fondazione Guggenheim ha poi trasformato la casa in un museo, esponendo permanentemente questa collezione,che, mentre Peggy era in vita ha fatto il giro del mondo.
I quadri che mi hanno colpito di più sono questi:
Paul Delvaux L'aurora 1937
Trovate tutto sul sito: www.guggenheim-venice.it
Ci sono stati anche i casi in cui, sentendo i commenti dell'audioguida, io ed Elena ci siamo guardate con gli occhi a punto di domanda perchè ci sono delle particolarità incomprensibili nei quadri astratti, nelle linee perpendicolari di Mondridan, nei tratti di Picasso...è normale, ma, a parte tutto, 3 h veramente memorabili.
3 h, tanto ci è voluto nel museo, tanto che la mostra annessa l'abbiamo vista super veloce, giusto per ammirare Hopper e l'ultimo Pollok.
Nei bookshop ero presa dal dubbio: comprare o no il catalogo? Meno male che non l'ho fatto, sul sito c'è veramente tutto e il catalogo costava 24€. Tiè! Dopo questo po pò di roba, non eravamo in grado di vedere la mostra: "Roma e i Barbari" come ci eravamo ripromesse, allora abbiamo mangiato il panino e, sulla interminabile strada verso la stazione, abbiamo mangiato un gelato. Alla stazione ci siamo divise, perchè io avrei proseguito per le strade del veneto fino a Farra d'alpago, ma questa è un'altra storia, che vi racconterà forse un'altra volta.
July 16 Vicina a Vicino/LontanoVisto che mi è stato chiesto di redigere un testo sulla mia esperienza di volontaria a vicino lontano, approfitto per pubblicarlo anche sul blog.
2 birds whit 1 been.
Aspettavo la nuova manifestazione di Vicino/Lontano, dopo essere stata più che piacevolmente coinvolta da “Fuorirotta” di ottobre. La aspettavo ancora di più dopo aver partecipato al convegno “Città in festival”, dove, ascoltando le varie esperienze riportate, avevo deciso di fare la volontaria. Volevo essere una di quelle ragazze con la maglia di V/L, con la borsa di tela, il pass ecc. che avevo visto ai passati appuntamenti. Per questo, la mia esperienza con l’associazione inizia l’8 aprile 2008, giorno della prima riunione. Parallelamente ero anche coinvolta tra i volontari del Far East Film Festival ed ero caricata di grande entusiasmo; continuavo a pensare a tutte le volte che avevo sentito la sterile frase: “Ad Udine non succede mai niente.”, nulla di più falso ed idiota ed ora, finalmente, potevo dare anche io il mio microscopico contributo alle varie manifestazioni che animano la città, dar loro una mano ed, in fin dei conti, farne parte. Fu proprio così, durante la prima riunione, gli organizzatori ci hanno fatto sentire tutti indispensabili ed erano visibilmente stupiti dal numero di persone che avevano deciso di dare una mano. Non ho grande dimestichezza con le stime, ma credo che fossimo oltre il centinaio. Il ricordo che ho è di una “collaborazione palpabile” anche se, di fatto, non si decise niente, se non gli orari delle successive riunioni. Nel foglio che ci hanno fatto compilare quella sera avevo barrato la casella del gruppo ospitalità, intendendo far parte dell’accoglienza pubblico, ruolo che mi avrebbe permesso di prendere parte agli incontri in calendario, avendo la possibilità di seguirli senza particolari difficoltà. Ho “prestato servizio” a due dei tantissimi organizzati, purtroppo non avevo una grande disponibilità di tempo, ero sotto esami! L’agognata maglietta me l’hanno data proprio durante la riunione del gruppo che avevo scelto (16 aprile), le borse purtroppo erano finite… Da vera sostenitrice dell’evento ho partecipato alla conferenza stampa, dove è stata presentata la manifestazione e mercoledì 14 ero quasi sotto al palco nel piazzale del castello, non tanto per la festa in sé (lo devo ammettere), quanto per lo spettacolo di danza del ventre a cui avrebbe preso parte una mia amica. MERCOLEDI 14 MAGGIO 21.00 Lavori in corso Festa universitaria Piazzale del Castello In collaborazione con Aegee, Altrementi, Amici di vicino/lontano, Erdisu e Forum Giovani
Un ricordo particolare è quello della coda per i biglietti della serata Premio Terzani. C’era moltissime persone, tutte agguerrite e pronte a difendere il loro posto in fila, a costo della vita. Ognuno di noi aveva diritto a quattro biglietti, immagino che tutti volessero fare l’en plein, e per questo non tolleravano scavalcamenti nei posti in coda. Soprattutto le anziane signore erano veramente divertenti: mi ricordavano moltissimo quelle che, in fila per gli abbonamenti della stagione teatrale, non la smettevano di litigare con chi tentava di passare avanti, o semplicemente con chi, non capendo il meccanismo, si sistemava vicino alla porta. Nonostante tutto, sono riuscita ad accaparrarmi i miei quattro biglietti omaggio: dopo venti minuti di attesa, eravamo già alla terza galleria quasi terminata. Ovviamente la platea era tutta riservata per qualcuno di molto più prestigioso di semplici cittadini udinesi…
I due incontri a cui ho partecipato come staf sono stati:
VENERDI’ 16 MAGGIO 16.30 Racconti dal mondo con Daniela Zorzini
SABATO 17 MAGGIO 10.00 Pictures from Babylon. Cinematografie di un’Europa inesplorata Proiezione e incontro con il regista Gareth Jones Introduce: Paolo Vidali Sala Ajace, Palazzo D’Aronco piazza Libertà A cura del Fondo Regionale per l’Audiovisivo Fvg.
Venerdì dovevo occuparmi dei bambini e genitori che avevano prenotato, farli sedere, presenziare durante la lettura delle favole e gestire i vari curiosi che entravano al Mercato del Pesce, stupiti dal vederlo aperto ed in uso dopo tanto tempo. Complessivamente, Daniela Zorzini ha letto tre storie, animandole anche coinvolgendo i bambini. La prima storia mi ha lasciata un po’ perplessa: la sua morale era l’importanza della comunicazione, del contatto con culture altre, ma non so se il messaggio è arrivato chiaro ai bambini, perché la storia era totalmente in friulano. Io stessa, pur masticandolo, non ho capito esattamente tutti i passaggi, quindi dubito che lo abbiano fatto i bimbi. La seconda storia era: “Ortone ed il mondo dei Chi”, deve anche essere uscita ultimamente al cinema. Molto simpatica e significativa: il protagonista è un elefante, Ortone, l’unico in grado di vedere gli abitanti di un mondo in miniatura, situato su una foglia. A Ortone spetta l’arduo compito di difenderli dai pericoli e, soprattutto, di convincere tutti gli altri animali dell’esistenza di questo micro popolo. I bambini sono stati coinvolti nell’interpretazione dei Chi: con vari strumenti musicali, dovevano fare più confusione possibile per farsi sentire e riconoscere da tutti gli abitanti della foresta. Ovviamente c’è il lieto fine, tutti ora sono in grado di vedere i Chi e di rispettarli. La terza storia è una favola sul miracolo della nascita: il cui protagonista, dapprima pesciolino, vive una serie di avventure che lo formano, fino ad arrivare alla nascita e scoprire di essere un bambino. In effetti anche questa mi è sembrata un po’ azzardata per dei bambini di max 7/8 anni. Alla fine dei racconti ho distribuito dei palloncini a tutti i partecipanti: alcuni di loro mi sembravano contenti della mezzoretta passata insieme, altri non parevano neanche sfiorati dall’esperienza. La mattina di sabato, prima dell’incontro per il quale sono stata chiamata, ho aiutato a sistemare le sedie ed accendere le tv che erano sistemate nella loggia del Lionello. Un quarto d’ora prima dell’inizio dell’incontro hanno aperto la sala ed io e la mia collega abbiamo potuto dare una mano. In realtà non siamo servite a molto, se non a portare acqua e bicchieri e far passare il microfono durante il dibattito. Si trattava di un progetto cinematografico internazionale, aperto a tutti i registi, anche senza esperienza. Alla fine dell’incontro è stato proiettato un cortometraggio di un giovane regista che collabora al progetto. Durante il pomeriggio di sabato sono stata impegnata nella raccolta di questionari per il dipartimento di economia: avevo scelto un incontro nel giardino del palazzo Valvason/Morpurgo e uno all’oratorio del Cristo.
SABATO 17 MAGGIO 15.00 Cultura, lingua, razza. A scuola con Freire, oggi Incontro con Roberto Albarea, Pierluigi Di Piazza e Davide Zoletto Presentazione del quarto volume della collana “vicino/lontano” Cultura, lingua, razza. Un dialogo di Paulo Freire e Donaldo Macedo A cura di Forum Editrice
16.30 Esiste davvero la globalizzazione? Lezione di Enzo Rullani Introduce: Roberto Grandinetti
Gli unici tre incontri di Vicino Lontano 2008 ai quali ho assistito da semplice spettatrice sono stati:
VENERDI 16 MAGGIO
10.00 Necropoli. Per non dimenticare Boris Pahor incontra i giovani Introduce: Alessandro Mezzena Lona
SABATO 17 MAGGIO
21.00 Serata per la consegna del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani a Fabrizio Gatti per Bilal (Rizzoli)
Presenta Giuliana Musso
DOMENICA 18 MAGGIO
18.30 Chiacchiere e chitarre di e con Erri De Luca Con la partecipazione di Fausto Pellegrini, chitarra e Aurora De Luca, canto Una produzione Fuorivia Tendone vicino/lontano, piazza Libertà L’idea di avere la possibilità di incontrare (anche se non sempre di persona) grandi scrittori e giornalisti mi ha veramente entusiasmata e fatta sentire in una condizione privilegiata. Avevo la sensazione che fossero lì per me. Questo soprattutto durante gli incontri liberi: senza biglietto, né invito, né nulla di nulla, arrivare in piazza Libertà, sedersi e ascoltare, in un clima che ha del familiare…è qualcosa di veramente notevole. La sera del 17 è stata un compendio di sensazioni, anche contrastanti, che hanno anche toccato la vergogna mentre sentivo la descrizione dei bagni di Lampedusa, isola italiana. Le parole continuavano a girarmi nella testa anche nei giorni successivi, quando scoppiavano le polemiche sugli immigrati (legge di immigrazione clandestina si, legge di immigrazione clandestina no, schedatura dei bambini rom….). Ero lì, lì per fare una standing ovation durante gli applausi finali, ma nessuno ha avuto la stessa idea, visto che applaudivano tutti, ma ben inchiodati alle sedie, non sono stata anticonformista e sono rimasta seduta anche io. “Avresti dovuto seguire il tuo istinto” ho pensato durante l’incontro con Erri de Luca della sera successiva “Se per Erri è stata fatta, per Gatti dovevamo come minimo andare tutti sul palco ed abbracciarlo!”. Senza nulla togliere a De Luca, che ha fatto un piccolo spettacolo veramente godibile, passando dal commovente, all’ironico, allo storico e al quasi devozionale quando si è riferito a Che Guevara (parte che non mi ha convinto, aveva un sapore agiografico che, per quanta stima uno possa avere nei confronti del Comandante, mi è parso comunque eccessivo). Ma ascoltare i due attori, soprattutto Somaglino, leggere le pagine di Bilal, mi ha veramente toccato tanto da non voler, per il momento, né comprare, né leggere il libro vincitore del premio Terzani. So che se lo faccessi, mi arrabbierei, disgusterei, innervosirei e moltissimi altri, non lodevoli, -rei…meglio rimanere con tutte le emozioni, negative e positive, che ho provato ascoltando i frammenti scelti durante la serata. L’ultimo ricordo che ho è Erri De Luca di fronte a me, io che gli porgo la mia copia di “Nel nome della madre”. Lui mi ha fatto l’autografo, ma non era per quello che ho deciso di mettermi in coda. Volevo semplicemente dirgli che: “Il libro mi è stato regalato da una mia amica, che non a caso si chiama Miriam. Dandomelo mi ha detto che questo non è un libro per lei, ma IL Libro. Leggendolo ho capito che aveva effettivamente un valore aggiunto, tanto che, a mia volta, l’ho regalato a mia madre. Lei mi ha detto che, leggendolo, ha capito tante cose. ” . Probabilmente mi sono solo lasciata ingannare dalla situazione, dalla serata appena trascorsa, dai concetti sul rapporto scrittore/lettore che aveva appena detto, ma credo che quel “Grazie” con il quale mi ha risposto, sia il senso degli incontri di Vicino Lontano: non solo un’occasione per noi che abbiamo la possibilità di incontrare scrittori, giornalisti, filosofi ecc., ma anche loro hanno la possibilità di relazionarsi con il proprio pubblico, un pubblico che si rivela essere molto intelligente e attento, non semplicemente adorante da conquistare. Credo che questo genere di relazioni che si vanno formando, anche grazie ad associazioni come vicino/lontano, dia immenso prestigio alla nostra città per la quantità e soprattutto la qualità di persone, concetti, appuntamenti che la vedono protagonista durante l’anno. July 12 da una mail che mi è arrivataLA LEGGE 'SALVA-PREMIER'
Esempio n.1 A) uno straniero irregolare violenta una studentessa alla fermata del tram. B) un giovane studente cede gratuitamente una canna di hashish ad un coetaneo. Quale processo faccio per primo? Risposta: B Esempio n.2 A) due zingarelle rapiscono un bambino. B) due zingarelle rubano un pezzo di formaggio in un supermercato e scappando danno una spinta alla guardia. Quale processo faccio per primo? Risposta: B Esempio n.3 A) un chirurgo durante un'operazione per un grave errore provoca la morte di un bambino. B) un giovane ruba un telefono cellulare ad un coetaneo minacciandolo con un temperino. Quale processo faccio per primo? Risposta: B Esempio n.4 A) un assessore riceve una tangente di 5 milioni di euro per favorire una impresa in una gara d'appalto. B) il figlio dell'assessore compra un motorino rubato e cambia la targa. Quale processo faccio per primo? Risposta: B Esempio n.5 A) uno straniero ubriaco al volante di un auto rubata investe tre pedoni sulle strisce. B) due parcheggiatori abusivi chiedono un euro ad un automobilista minacciando di rigargli la portiera dell'auto. Quale processo faccio per primo Risposta: B
July 07 FORZA PANINOChe spettacolo!
Anche se sono ancora rintontonita dal poco dormire, dall'acqua, dalla stanchezza, che spettacolo...
Ieri, dopo un mese di gelosa custodia dei biglietti, è finalmente scoccata l'ora x.
h 14.00 partenza da casa alla volta del ristorante Napoleone (chiuso...ma possibile che un ristorante sulla via di Lignano chiuda a luglio), arrivo alle 14.30. Io e simone (mio fratello) abbiamo aspettato Elena e, quando è arrivata siamo montati sulla sua macchina per correre verso Azzano X.
Era in atto la "Fiera della musica" ed il concerto conclusivo spettava agli Elii.
Avevo girovagato nel sito, creandomi l'idea di uno spazio grande e mosso da ferventi attività, come ad esempio il mercatino etnico e la compravendita dei dischi usati...arrivati a destinazione alle 16.30 abbiamo scoperto l'amara verità...avremmo dovuto passare le successive 4h30 dividendoci tra i dieci venditori di dischi, le tre bancarelle etniche e il chiosco panini birra. Grazie a Dio quest'ultimo era sotto il tendone verde, perchè quando alle 18.30 ha cominciato a diluviare, senza una copertura sarebbestata veramente grivia resistere. Impavidi, abbiamo guardato la pioggia crescere, diminuire, crescere ancora e poi smettere. alle 20.30, con il cielo non più gocciolante, ci siamo recati ai cancelli. Grazie alla mia capacità insinuatoria, nonostante ci fosse diversa gente in fila, abbiamo raggiunto un posto molto vicino all'ingresso e, quando hanno aperto i cancelli, abbiamo guadagnato la prima fila.
Prima di EelST avrebbero suonato i taylor jazz non so che, quel che credevamo il gruppo di supporto...hanno suonato per un'ora jazz...di quel jazz che ti basterebbe 20 minuti. tutte canzoni in inglese che ci chiedevano di ripetere. A metà dell'ultima ricomincia a piovere...una scalogna senza pari! tutti con gli ombrelli aperti, anche se in realtà ci slavavamo comunque per il loro sgocciolare. Il boss del quartet (che è progressivamente diventato un quintet, con il trombettista, un sestet, con la cantante che era incinta, quindi complessivamente era un settet) ha pure avuto la brillante idea di lanciarci i suoi cd, alla fine del concerto, mentre i tecnici procedevano al soundcheck...la pioggia ha fatto in tempo a finire prima dell'ingresso dei miti sul palco. Tutti in giacca nera e camicia bianco nera: il primo, dietro al batteria, è stato mayer, poi faso (che sarà stato a tre metri da me), i tastieristi Rocco Tanica e Gentoman, Cesareo ed infine Elio.
Hanno scelto degli ottimi brani, tranne alla fine con il blocco di suicidio a sorpresa che io avrei sostituito con qualcos'altro, comunque perfetto:
Plafone
Ignudi tra i nudisti
Gargaroz
Mio cuggino
A.T.A.T.V.U.M.D.B.
Amico uligano
El pube
madley di Pippero + la Chanson + discomusic + born to be Abramo
Fossi figo
Parco sempione
Supermassiccio
Heavy Samba
Suicidio a sorpresa Allegretto, andante con moto, allegro,a llegretto, allegro
Uomini con il borsello
bis=tapparelle
Dei veri appassionati si chiederanno: e Mangoni?
naturalmente era presente, prima in sordina, vestito da perperone in A.t.a.t.v.u.m.d.b (Elio:senti come grida il peperone Mangoni: BO) poi sempre più lanciato nei balli e nelle interpretazioni di Zorro, del calciatore, dell'amante del Black metal, di spogliarellista...) eccezionale.
Ho cantato a squarcia gola tutto (tranne el pube che non conosco nella sua interezza e la chanson)....meraviglioso, anche se al posto di suicidio a sorpresa avrei messo La lega dell'amore, Tristezza, Il congresso delle parti molli...
Credo di non aver dimenticato niente, ovviamente hanno ironizzato sul maltempo, ma per loro questo ed altro.
MERAVIGLIA
July 05 nell'attesaMentre aspetto che Andrea venga a casa mia, mi prenda e mi porti al fiume come promesso, scrivo al blog.
E' una settimana di grande riflessione sul futuro, a dire il vero non ho ancora svolto il compito che il mio relatore mi ha dato per iniziare la tesi, e già penso a cosa potrei combinare una volta laureata.
Lunedi presenterò la domanda per il servizio civile area educazione e promozione culturale, anche se avrò degli esiti solo a novembre. Nel frattempo, chissà se avrò già discusso la tesi? PEr ora sono incagliata con l'esame: storia del vicino oriente antico, praticamente archeologia, ma si tratta di migliaia di anni tradotti in 3 libri totalmente nuovi. ce l'ho il 14, non mi stupirei se decidessi di non farlo. Aiut.
Nel frattempo, la mia collaborazione di 150 h sta incedendo a passo spedito verso la fine. Sono a metà percorso, e secondo i miei ultimi calcoli,a fine agosto dovrebbero mancarmi 12 h. Spero che qualcuno mi chieda di essere sostituito, perchè tornare a settembre per tre turni mi scassa alquanto. Anche se la, nella isolata via di toppo, mi trovo molto bene con Katia e Martina e ALCUNI guardiani, ALTRI sono invece delle enormi pigne in culo.
Parlando di cose più leggere, sono tutta in fermento per il concerto di domani, la grande ora è arrivata e alle 14.00 io e mio fratello ci metteremo in cammino alla volta del Napoleone, tireremo su Elena e ci dirigeremo ad Azzano X. Se arriveremo a destinazione, attenderemo con ansia il momento in cui Elio e le storie tese saliranno sul palco per gridare a squarcia gola:
PIANTALA CON STI BONGHI, NON SIAMO MICA IN AFRICA
e
NOOOI IGNUDI FRA I NUDISTI
e
FACCIO IL MIGNOTTO NEL DANCING DELLE PULCI
e
EHI TU, MODEREA IL LINGUAGGIO CON ME, MA CHI TI CREDI DI E'....BEBO BEBO...
Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
sarà una cosa da memorabilia. |
|
|